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Negligenze societarie o pura fatalità
06/05/2010 - Giulio Torlo

Sono un allenatore e, all'occorrenza, dirigente della società Pallanuoto Trieste. Alleno i ragazzi della categoria U13 assieme a Franco Pino, in primis allenatore della prima squadra femminile. Non scrivo per parlare dei nostri ragazzini, ma riguardo la squadra femminile. Infatti, vista la mia vicinanza (per ovvi motivi) alla squadra, mi rende una persona abbastanza informata delle varie vicende della femminile, pur rimanendone totalmente esterno.
Davanti a certi accadimenti, mi sento in dovere di dire la mia opinione, non tanto in difesa della mia società, ma in generale per la pallanuoto: guardo quasi giornalmente entrambi i vostri siti, e mi tengo informato sui massimi campionati nazionali e le varie vicissitudini legate ad essi ed in generale al movimento pallanuotistico, in particolare in ambito nazionale.
Vengo quindi al dunque: scrivo in merito all'incontro di ritorno di campionato A2 tra il Cagliari e la Pallanuoto Trieste. Racconto brevemente tutto il percorso di questo sfortunato incontro. La partita si doveva disputare a Cagliari il 18/04, ma a causa della nube vulcanica, viene rimandata dal Giudice Unico a mercoledì 28/04, e qui continuano i problemi. Partenza della squadra intorno le 4.45 della mattina per prendere l'aereo da Venezia verso Roma delle ore 8, dove alle 9.50 avrebbero duvuto salire sull'aereo per Cagliari. L'aereo da Venezia parte in orario, e durante il volo la squadra si accorge che è stato commesso un errore da parte della compagnia aerea: invece di avere il biglietto per l'aereo delle 9.50 come da prenotazione, sono in possesso del biglietto per l'aereo delle 13.25. Appena a terra, la squadra si impiega subito per rimediare a questo errore che, per bocca degli stessi addetti all'imbarco, non è niente di difficile e lungo da risolvere. A causa di una serie interminabile di episodi sfortunati (tutti causati dalla compagnia aerea), verificatisi al check-in per rimediare all'errore, il tempo passa inesorabile e quando si riuscirebbe finalmente ad ottenere il cambio di volo, l'aereo in questione era già partito. Non resta che prendere l'aereo delle 13.25 ed avvisare immediatamente il Cagliari del problema e del sicuro ritardo sull'orario dell'incotro, previsto per le 13.45.
La squadra giunge nella piscina intorno alle 14.45 (il regolamento prevede che OBBLIGATORIAMENTE la società ospitante debba attendere gli ospiti per 30 minuti per cause di ritardo legate ai mezzi di trasporto). All'arrivo l'accoglienza è fredda: l'allenatore del Cagliari fa "sparire" le sue atlete e tenta lui stesso di "dissolversi" ma, suo malgrado, entra in contatto con la squadra ospite, che fa di tutto per poter disputare la partita, offrendosi disponibile a giocarla appena la piscina è libera, anche dopo le 22 o il giorno seguente. In risposta, non ricevono però altrettanta disponibilità anzi, il Cagliari si rifiuta di prendere in considerazione tali alternative, e dimostrando totale indisponibilità. Ora, senza troppe ipocrisie, il comportamento del Cagliari è sicuramente in parte giustificato dalla posizione in classifica ( terzultima ad 1 punto dalla quart'ultima), ma diciamo che ha offerto, in pochi minuti, un campionario di situazioni antisportive. Comunque, non è tanto il comportamento del Cagliari, che non si è minimamente preoccupato di venire in contro ad una squadra giunta fin lì, con tutti i problemi già descritti (oltretutto in un giorno feriale), ma è la decisione della Federazione che mi lascia sconcertato:"Visto il verbale dell'arbitro, viste le giustificazioni documentate della società PN Trieste, vista la missiva inviata dalla società Promogest, rilevato che la società PN Trieste avrebbe potuto, pur nella medesima giornata, utilizzare un volo precedente e non l'ultimo disponibile per avere un margine per eventuali inconvenienti come quelle verificatesi, si determina il risultato a tavolino di 5-0 per la società Promogest con ammenda di 500€ alla società PN Trieste". Qui desidero fare alcune precisazioni riguardo ciò che ho grassettato: le giustificazioni documentate, che sono i problemi causati dalla compagnia aerea già citati, mi sembrano già più che sufficienti per accertare che la colpa del ritardo non è da imputare alla Pallanuoto Trieste, e che se la compagnia aerea aveva dato la disponibilità per il volo delle 9.50 con partenza da Roma, arrivando da Venezia con il volo delle 8 (non dovendo ovviamente rifare il check-in, ma potendo imbarcarsi direttamente), perchè la Società avrebbe dovuto comunque prendere un volo precedente per "avere un margine per eventuali incovenienti"? Le società in trasferta devono forse sobbarcarsi anche l'onere di calcolare anche gli "eventuali inconvenienti" causati da terzi?!? Inoltre, si fa riferimento al fatto che la squadra "avrebbe potuto utilizzare un volo precedente, pur rimanendo nella medesima giornata": quella famosa giornata, per la squadra è iniziata alle 4.30 ed è terminata all'1.30, ed avrebbero dovuto "utilizzare un volo precedente, pur rimanendo nella stessa giornata"??!?? Oltretutto di mercoledì, quindi in mezzo alla settimana, nella quale, la gente che non vive di sola pallanuoto, LAVORA?? Non è finita: nella documentazione fornita alla Federazione, c'è anche la testimonianza di due persone che, come la Pallanuoto Trieste, dovevano andare a Cagliari partendo da Venezia, ma avevano preso l'aereo precedente per Roma, e si sono ritrovati comunque anch'essi sul volo per Cagliari delle 13.25, anzichè delle 9.50!
Credo che quanto spiegato possa bastare per descrivere i fatti legati a questo incotro, e che viste tutte le vicende accadute, la decisione Federale possa lasciare un pò di perplessità. Perplessità che però, forse con un pò di cattiveria, può essere spiegata: tale decisone arriva a 2 giorni dal pareggio della Pallanuoto Trieste in casa dell' Osio, che dopo le sconfitte con Mestrina e Firenze, fa svanire sia razionalmente che aritmeticamente, ogni possibilità di sogno play off; il Cagliari invece si trova in zona play out, ma ad un solo punto dalla quart'ultima posizione. Visto il fatto che la partita era stata già rimandata e che quindi è normale un pò di "insofferenza" da parte di chi deve prendere queste decisioni, verso un incontro che sembra proprio che "non sà da fare", e vista la situazione di classifica, PURTROPPO la decisione puzza di un velato sentimento di "quieto vivere", di "non facciamo del male a nessuno": infatti questi 3 punti, possiamo dire, che alla Pallanuoto Trieste servivano ben poco, ma al Cagliari possono significare la salvezza. Purtroppo però, non sempre il quieto viviere si sposa con decisioni giuste e sportive...
Mi fermo qui. Questa è stata la mia sensazione, e l'idea di scrivere la presente è solo mia, e me ne assumo tutte le responsabilità.
Non pretendo, da entrambe le redazioni, che la presenta venga interamente pubblicata sui rispettivi siti, ma vi chiedo almeno di trattare l'argomento,far sapere che ci sono questi problemi, dare la possibilità a chi segue questo sport di sapere e poter commentare, perchè non mi sembra sano assistere passivamente a situazioni del genere, soprattutto in uno sport con grandi difficoltà come il nostro: parlare di poca visibilità in ambito mediatico, e constatare che gli ultimi risultati olimpici non possono che peggiorare la situazione, stona un pò con queste vicende che, invece, in realtà è un bene che rimangano nascoste nel nostro mondo, perchè ci farebbero fare delle figure forse ancora peggiori in ambiti esterni alla pallanuoto.
Ringrazio per il tempo dedicatomi.  Un saluto 

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